È successo a Trento, in un appartamento di un modernissimo stabile in via della Costituzione, a pochi metri dal Museo delle Scienze, nel nuovo quartiere delle Albere progettato dall’architetto Renzo Piano.La madre dei bimbi, Sara Failla, è veterinaria. Il marito, Gabriele Sorrentino, 45 anni, è operatore finanziario con un passato da carabiniere, prima nel Comando di Riva del Garda poi come aspirante elicotterista a Bolzano. È stata lei a lanciare l’allarme. Qualcuno ha visto la Volvo da 90 mila euro sfrecciare intorno alle 10,30 in direzione dell’hotel Panorama, verso la montagna, a Sardagna, sobborgo di Trento che sovrasta la città e si raggiunge in funivia. Intorno all’ora di pranzo il cadavere dell’uomo è stato trovato in fondo al burrone.

La principale pista che seguono gli inquirenti è di tipo finanziario. Il sostituto procuratore di Trento, Pasquale Profiti, ha detto che l’uomo sarebbe stato in procinto di acquistare alcuni appartamenti attigui a quello di proprietà. “Si ipotizza che Sorrentino potesse avere difficoltà di carattere economico.

Bimbi uccisi a Trento, l’inviato: “Si indaga sul crac finanziario del padre”

Non è stato trovato alcun biglietto, “nessuna indicazione scritta sulle motivazioni del gesto”, ha sottolineato il magistrato. “Non ci sono stati tentativi di inquinare la scena del delitto. La moglie – ha aggiunto – era uscita di casa come tutte le mattine. L’uomo svolgeva delle attività finanziarie in casa ed era normalmente là con i figli quando la moglie non c’era”. Non si sa ancora se i piccoli si siano accorti di che cosa stava loro accadendo. Sarà l’autopsia a chiarirlo”.
“Gabriele era un uomo alto e robusto, con spalle larghe. Un tipo che non parlava tanto, ma educato come la moglie che chiacchierava più volentieri. Spesso si vedevano qui in giro, lei con la carrozzina e il loro alano al guinzaglio”, spiega un commerciante della zona. “Sembrava fossero di origini romane. I tre figli belli ed educati, erano tutti persone squisite. Non si capisce davvero il perché del gesto”, aggiunge uno dei vicini.

Per il vescovo di Trento, Lauro Tisi questa “è una tragedia familiare, con il suo indicibile carico di dolore, che toglie il respiro”. E il quartiere è in silenzio, incredulo, muto. Nuovissimo, è ancora poco abitato ma frequentato da turisti e studenti perché lì c’è la nuova biblioteca centrale universitaria. “Il padre dei due bimbi mi aveva detto pochi giorni fa che stava per firmare il rogito, se uno decide di acquistare casa dovrebbe essere una persona equilibrata e normale”, dice un altro vicino. “Non avrei mai pensato che Gabriele avrebbe potuto fare una cosa del genere, sembravano una famiglia da pubblicità in tv. Lui, una bellissima persona che adorava i suoi bambini”.

Della famiglia Sorrentino parla anche una delle bariste del locale che si trova nel quartiere delle Albere. “Una famiglia unita, bellissima, perfetta. Il papà aveva un bellissimo modo di fare con i bambini”.

Nella tragedia è anche coinvolta la sorella maggiore dei due bambini uccisi, 13 anni, in gita scolastica. “Anche la ragazzina si vedeva che era molto attaccata a Gabriele”, dice la barista. “I bimbi poi erano molto legati anche al nonno paterno, che vive nell’edificio di fronte ai Sorrentino. Ieri mattina li ho visti come sempre, era tutto normale, erano sereni, anche il padre”.