Strepitosa bambina prodigio canta:”O mio babbino caro”

Finalmente anche l’Italia può mandare avanti i suoi piccoli genii.

Nei mesi  scorsi, grazie ad Aistap, l’associazione italiana che si occupa di studenti plusdotati, l’Italia è stata ammessa a far parte dell’European Talent Support Network, che organizza ogni anno una tavola rotonda tra i vari paesi per tutelare le potenzialità superiori dei loro piccoli talenti, di solito in età scolare. Grazie all’interesse della materia nell’ambiente accademico italiano e ad alcune associazioni che lavorano da anni sul tema, anche il nostro paese, dove i genii non mancano, può rientrare nei programmi speciali «for Gifted and Talented students». Esploriamo un po’ questo mondo.

1. Chi sono i bimbi gifted

Se in una classe di scuola elementare c’è un ragazzino disattento, che disegna durante la spiegazione delle lezioni, che dimostra disinteresse, noncuranza per l’andamento della giornata scolastica e noia, non sempre si tratta di deficit dell’attenzione. Se il bambino in questione appare  emotivamente instabile e compensa la noia con l’iperattività, non per questo deve essere vittima di diagnosi di Asperger o di disturbo dell’apprendimento. Potrebbe essere semplicemente troppo in gamba rispetto al resto della classe. A volte, infatti, questi aspetti sono tipici dei gifted students o studenti plusdotati, cioè piccoli individui in grado di riconoscere e risolvere aspetti e problemi del mondo senza averne avuto esperienza, dall’intelligenza cognitiva incredibilmente sviluppata, con una capacità di imparare più veloce della media e – quindi – fuori posto nella loro classe o con i coetanei. 

2. Un dono, non un disturbo

A indurre a un’errata diagnosi è proprio lo sviluppo comportamentale, che non accompagna allo stesso ritmo quello cognitivo. Proprio su questa asincronia si è basata una definizione ufficile di giftedness, per classificare il 5% della popolazione mondiale che ne presenta i “sintomi”. O dovremmo dire “che ne è affetto?” Il rischio, infatti, è che queste capacità mentali superiori spesso a quelle degli adulti, o degli stessi genitori dei bambini geniali, vengano considerate un “disturbo”, soprattutto nella scuola, che può fare l’errore di livellare il loro apprendimento in senso democratico, a quello del resto della classe, con l’alto rischio di sviluppare frustrazione durante le lezioni scolastiche, manifestare tic nervosi o cambiare, addirittura abbandonare la scuola. Per ragioni sociali, politiche, addirittura etiche, si tende a massificare queste speciali competenze invece di incentivarle.

3. Bambini o “macchine”?

In questo senso Thomas Frith, famoso in Gran Bretagna per aver partecipato a un programma tv sui bambini “cervelloni” e Nicole Barr, ragazzina appartenente a una famiglia Rom dell’Essex con il quoziente intellettivo di 162, superiore a quello di Albert Einstein e Stephen Hawking, entrambi dodicenni, sono stati fortunati: le loro famiglie e le loro scuole sono riuscite a mandare avanti l’anomala sete di sapere riscontrata nei piccoli, e così mentre Thomas suona quattro strumenti, pratica tre sport, sa cucinare e legge senza difficoltà Il capitale nel XXI secolo di Piketty con tanto di spirito critico, Nicole ha una memoria sopra la media e caratterizzata da incredibile rapidità, capace di risolvere problemi di algebra a 10 anni. Un po’ come Alexis Martin, stesso quoziente intellettivo di Nicole ma che ad appena tre anni ha appreso da sola lo spagnolo dopo aver imparato a leggere scrivere autonomamente nella sua lingua. “Sono macchine” dice qualcuno, ma potrebbero essere la chiave di sviluppo del pianeta. Se valorizzati.

43,771 Visite totali, 10 visite odierne

Commenta

commenti

Per seguirci clicca il "Mi Piace"

Se ti appare questa spunta (✔) significa che lo hai già cliccato in passato e ci stai seguendo. Clicca "X" in alto a destra per chiudere e continuare la lettura.