Sai quali sono i materiali tossici in cucina? ecco la lista, tutti la ignorano ma il nostro corpo…

Non tutti i materiali utilizzati per stoviglie e casalinghi sono innocui. Di cosa fidarsi e di cosa no? I consigli di Anna Villarini, l’ esperta che spiega pregi e difetti dei nostri attrezzi da cucina

 

Materiali in cucina: quali i promossi e quali i bocciati? Prestiamo sempre più attenzione agli alimenti e quasi nessuna a stoviglie e utensili. Ci basta valutarne praticità ed estetica. Un livello di consapevolezza davvero insufficiente. Soprattutto oggi, con studi continui che dimostrano la pericolosità di alcuni metalli e materie plastiche. Con l’aiuto di Anna Villarini, biologa nutrizionista del Dipartimento di Medicina Predittiva e per la Prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, vediamo di individuare a cosa dare il via libera per cottura e conservazione.

Vetro: promosso al 100%. È un materiale completamente inerte e quindi innocuo. L’ok non si limita al vetro trasparente, ma anche a quello colorato, riciclato e perfino al temperato da forno.

Acciaio inox: passa a pieni voti. È il materiale migliore per le pentole e gli attrezzi casalinghi da cucina: non si altera, conserva il calore e solitamente non contiene nickel, responsabile di allergie.

Alluminio: viene usato per le pentole, garantisce leggerezza e buona conduttività termica. Ma ci vuole cautela. Le pentole in alluminio, leggere anche quando di grandi dimensioni e quindi scelte di frequente dai professionisti, rilasciano comunque quantità di metallo, specialmente se usate per la cottura di cibi acidi e salati. Meglio quindi evitare di cuocere un sugo di pomodoro nell’alluminio e, se lo si fa, avere l’accortezza di non lasciare troppo a lungo il sugo nella padella, perché il rilascio è costante.

L’alluminio è presente anche nelle stagnole con cui rivestiamo i cibi per conservarli. Il problema fra cibo acido e alluminio si verifica soprattutto quando il metallo si scalda durante la fase di cottura, meglio comunque evitare di avvolgere la pizza al pomodoro o il pesce cucinato con succo di limone nella stagnola prima di metterle in frigorifero.

Teflon: secondo la Environmental Working Group la degradazione termica del teflon, il polimero che riveste le padelle rendendole antiaderenti, sprigiona composti tossici, tra cui gas altamente corrosivi. Inoltre attenzione al rivestimento: alla minima graffiatura, causata dall’uso o dalla pulizia con spugne abrasive, meglio cambiare pentola, per evitare la contaminazione del cibo con le sostanze tossiche del materiale con cui è fatta la padella.

Legno:  è un ottimo materiale che non ha alcun problema di rilascio. Richiede però un’accortezza: va pulito con attenzione dopo ogni utilizzo per evitare la formazione di batteri. E. avendo la possibilità, nel caso di taglieri di legno massello, è consigliabile una piccola piallatura ogni tanto.

Ceramica: fare molta attenzione solo se è scheggiata. Il piatto o la tazza di porcellana, maiolica, ceramica, se sbeccati vanno buttati perché possono rilasciare piombo.

Plastica: oggi per legge sulla plastica è riportato in evidenza il simbolo che raffigura bicchiere e forchetta e accerta la possibilità di utilizzo alimentare. Diverso il discorso per quanto riguarda le pellicole, i film trasparenti con cui avvolgiamo i cibi. Questi film possono contenere ftalati, sostanze tossiche e probabilmente cancerogene perché interagiscono con i nostri ormoni. Prima di acquistare una pellicola, assicurarsi che la confezione riporti la dicitura “priva di ftalati”. Come ulteriore precauzione, non avvolgere direttamente il cibo grasso, ma metterlo preferibilmente in una ciotola e avvolgerla con pellicola senza che questa tocchi l’alimento.

fonte:oggi.it

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