Roma: «BLINDATA» Nella giornata di sabato. Possibili disagi, ecco la mappa,scegli come muoverti

Rafforzate le misure antiterrorismo per il vertice europeo. I paletti del Viminale per fermare i black bloc, ma anche la disposizione di installare barriere di cemento in strade e piazze, come dopo gli attacchi a Nizza, Berlino e ora Londra

di Fiorenza Sarzanini
 Per fronteggiare la doppia minaccia che domani terrà Roma stretta in una morsa, il ministro dell’Interno Marco Minniti, ha indicato tre priorità. Perché la macchina della sicurezza messa in moto per la celebrazione dei Trattati dovrà garantire «la protezione delle personalità, la tranquillità dei cittadini e la manifestazione pacifica del dissenso». E dunque la linea è tracciata: «Ogni protesta sarà consentita, ma non superando il limite che porta alla violenza». Contro blac bloc e frange estremiste dei movimenti che scenderanno in piazza, si agirà con «tranquilla fermezza». Il ministro lo dice con tono pacato, ma si comprende bene quanto alta sia la tensione. Dal giorno del suo ingresso al Viminale, la gestione di queste due giornate è certamente la sfida più impegnativa. Nel suo studio al secondo piano il flusso delle informazioni è continuo, aggiornato in tempo reale. E in base ai dati si mettono a punto le ultime misure.

ROMA, LA GIORNATA «BLINDATA» DI SABATO 25 MARZO ORA PER ORA LA MAPPA DI BLOCCHI AL TRAFFICO E POSSIBILI DISAGI

Uomini e mezzi sono schierati, il dispositivo per oggi e domani è stato potenziato dopo l’attacco di Londra con divieti di circolazione per i camion e impiego di un numero più alto delle squadre antiterrorismo. La scelta di far partecipare al Comitato di analisi strategica l’ufficiale di collegamento con il Regno Unito dà il segnale della collaborazione tra Stati di fronte a un’aggressione «sempre più pericolosa perché imprevedibile». Per tre volte i fondamentalisti hanno seguito lo stesso copione e dunque, sottolinea Minniti, «l’analisi delle modalità di attacco ci consente di aggiungere un tassello fondamentale al quadro che avevamo già delineato per mettere a punto le misure di prevenzione».

I «dissuasori»

L’attentato di Nizza del 14 luglio scorso — quando un tunisino si lanciò con un camion sulla folla che festeggiava l’anniversario della presa della Bastiglia provocando 84 morti — si è ripetuto a Berlino due giorni prima di Natale e ora a Londra. Ecco perché alla decisione di vietare la circolazione di camion e altri mezzi pesanti all’interno della città si è aggiunta quella di chiudere strade e piazze con i «dissuasori», barriere di cemento che impediscono la circolazione come già accade da mesi in via della Conciliazione a protezione della Città del Vaticano. In alcune aree del centro storico non potranno circolare neanche i pedoni, proprio per consentire ai tiratori scelti di seguire senza interferenze il percorso delle personalità italiane ed estere che partecipano alle celebrazioni.

Da una parte gli antagonisti e i black bloc, dall’altra Forza Nuova. Tra loro, gli organizzatori dei quattro cortei e quelli del sit-in. La preoccupazione maggiore riguarda ciò che potrà accadere a partire dalle 14 di domani quando partirà la manifestazione di «Euro Stop». È in quella fase che gli estremisti poterebbero decidere di attaccare le forze dell’ordine e arrivare allo scontro. Ed è su questo rischio che Minniti si sofferma quando ribadisce che «nessun tipo di violenza può limitare la libertà dell’altro». Anche tenendo conto dei timori degli analisti della prevenzione che non escludono altri assalti nel corso della mattinata. Azioni estemporanee che potrebbero prendere di mira banche e agenzie del turismo, ma anche sedi istituzionali. Il ministro tiene a sottolineare che «non abbiamo chiesto a nessun promotore di cambiare percorso, né abbiamo disposto la chiusura dei negozi proprio per limitare i disagi».

La priorità

Certo, non sarà agevole muoversi per la città e tantomeno nel centro, «ma quando si celebra un evento così importante, soprattutto in un momento di grave tensione internazionale, la priorità deve essere quella di mettere in atto un controllo capillare del territorio». È stato aumentato il numero delle squadre speciali antiterrorismo impiegate per la strada e oltre all’interdizione dello spazio aereo si è deciso di utilizzare quel particolare sistema che monitora anche i velivoli più piccoli. I soldati resteranno a vigilare su tutti gli obiettivi fissi — ambasciate, stazioni, sedi di partito e uffici pubblici — le pattuglie delle forze dell’ordine seguiranno i cortei. Tutti i contingenti sono stati potenziati per arrivare oltre i 5.000 uomini in strada, che si aggiungono a tutti coloro che saranno impegnati nelle scorte.

Il dispositivo di controllo prevede l’utilizzo di cento telecamere posizionate nei punti strategici dei cortei proprio per seguire costantemente i movimenti di chi manifesta, ma anche di chi potrebbe avere intenzione di compiere un assalto con modalità jihadiste. Emulazione di chi è già entrato in azione seminando morte e terrore: è questo l’incubo dei vertici degli apparati di sicurezza e intelligence dopo gli attentati compiuti da «lupi solitari» o piccoli gruppi «certamente teleguidati dai capi del fondamentalismo dell’Isis che pianificano nei dettagli le azioni», come emerge dalle analisi fatte dopo gli ultimi attacchi. Per questo è stato disposto il controllo all’aeroporto di tutti i cittadini mediorentali e dei loro bagagli.

fonte: http://roma.corriere.it/

15,385 Visite totali, 4 visite odierne

Commenta

commenti

Per seguirci clicca il "Mi Piace"

Se ti appare questa spunta (✔) significa che lo hai già cliccato in passato e ci stai seguendo. Clicca "X" in alto a destra per chiudere e continuare la lettura.