L’EDUCAZIONE DI GORDON RAMSAY: “NON LASCERO’ NIENTE IN EREDITÀ AI MIEI FIGLI, SONO UN AIUTO PER COMPRARE CASA.QUANDO PRENDIAMO L’AEREO, IO VIAGGIO IN PRIMA CLASSE PERCHÉ ME LO SONO GUADAGNATO E LORO IN ECONOMICA”

PADELLATE DI PAPA’ – L’EDUCAZIONE DI GORDON RAMSAY: “NON LASCERO’ NIENTE IN EREDITÀ AI MIEI FIGLI, SONO UN AIUTO PER COMPRARE CASA. MI SONO FATTO DA SOLO E LORO DOVRANNO FARE ALTRETTANTO. QUANDO PRENDIAMO L’AEREO, IO VIAGGIO IN PRIMA CLASSE PERCHÉ ME LO SONO GUADAGNATO E LORO IN ECONOMICA”

Vittorio Sabadin per “la Stampa”

 Non bisogna certo prendere esempio da Gordon Ramsay quando dice in continuazione parolacce e insulta i partecipanti a MasterChef o Hell’s Kitchen, ma il più famoso cuoco del mondo va forse imitato in un settore completamente diverso: come fare crescere bene i propri figli. Ramsay, 51 anni, e sua moglie Tana, 43, ne hanno quattro e hanno deciso che nessuno di loro trarrà il minimo beneficio dalla ricchezza che il padre ha accumulato in decenni di brillante carriera dietro ai fornelli. Non riceveranno nulla in eredità, salvo forse un aiuto per l’acquisto di una casa.

Gordon RamsayGORDON RAMSAY

Quando arriverà il momento, avranno tutti un lavoro molto diverso dall’ aprire ristoranti pluristellati, e saranno perfettamente in grado di badare a se stessi. Ramsay è nato in Scozia ed è cresciuto in Inghilterra a Stratford upon Avon, il paese di Shakespeare. Ha lasciato la famiglia a 16 anni non potendone più di un padre alcolizzato e donnaiolo. Ha cercato di diventare un calciatore e poi ha lavorato duramente prima di trasformarsi in una star internazionale della cucina.

gordon ramsay kikaGORDON RAMSAY KIKA

Quando ha sposato Tana, che era un’insegnante e qualcosa sapeva di come si tirano su i ragazzi, Gordon ha deciso con lei che i loro figli avrebbero avuto una vita del tutto normale. Megan, 18 anni, i gemelli Jack e Holly, 17, e Matilda, 15, sono stati abituati fin da piccoli a non credere che tutto fosse facile solo perché avevano un padre ricco.

Quando viaggiano insieme in aereo, ad esempio, i ragazzi vanno in classe economica e i loro genitori in prima. «Ho lavorato sodo – ha spiegato Ramsay al Sun e al Telegraph – per poter girare a sinistra quando entro in un aereo. Quanto cretini sembrerebbero dei piccoli teenager nelle grandi poltrone di prima classe? Non voglio che vedano il caviale e lo champagne. Lo dico sempre anche alla hostess: non permetta a questi f*****i ragazzi di venirmi vicino durante il volo. Io voglio dormire e mi sono fatto un c**o così per poter viaggiare subito dietro al pilota».

GORDON RAMSAY E LA SUA FAMIGLIA

Ai figli, Ramsay ha spiegato, con un linguaggio forse meno colorito, che bisogna lavorare sodo e a lungo prima di poter viaggiare in prima classe. «Non mi vergogno di comprare una Ferrari, perché me la sono meritata, ma loro non hanno lavorato abbastanza per avere le stesse cose che ho io».

Gordon e Tana passano ai figli un piccola somma settimanale: 50 sterline (58 euro) ai più giovani e 100 a Megan, che va all’università a Oxford. Con questa cifra i ragazzi devono coprire le proprie spese, comprese quelle per l’autobus e il telefono. «Tana e io – spiega Ramsay – vogliamo che agiscano in base alla responsabilità e al rispetto. Se desiderano comprarsi un paio di jeans o di sneakers devono mettere da parte i soldi necessari, e così capiscono il valore del denaro».

gordon ramsay

Holly lavora come commessa part time da Brandy Melville, una catena di abbigliamento per giovani, Megan fa la babysitter tre giorni alla settimana, Jack vuole arruolarsi tra i marine e Matilda è l’unica autorizzata ad armeggiare un po’ in cucina. Gordon Ramsay ha anche vietato ai figli di andare a mangiare nei suoi ristoranti e soprattutto di portarci gli amici.

La prima volta che la famiglia ha cenato insieme nel leggendario locale che porta il suo nome, e che vanta tre stelle Michelin al 68 di Royal Hospital Road a Londra, è stato per i 16 anni di Megan. Prima i ragazzi vi erano stati ammessi solo per servire a tavola nella cena benefica di Natale, organizzata per i vecchi soldati che chiudono la loro vita nel vicino e antico pensionato di Chelsea. Gordon e Tana governano anche in modo ferreo l’uso di smartphone e tablet: i telefonini restano fuori dalla porta quando si va a letto, «perché la notte è fatta per dormire, non per passare le ore su snapchat».

ALTRI ESEMPI

GORDON RAMSAY

Anche altre celebrità come Sting e Elton John, o miliardari come Warren Buffett e Bill Gates hanno annunciato di voler lasciare ai propri eredi solo una minima parte della loro fortuna. I Ramsay hanno però cominciato prima, negando ai figli le comodità che loro concedono a se stessi. Può essere una scelta discutibile, ma almeno i loro figli non cresceranno nella sempre più diffusa convinzione che ogni volta che c’ è un problema non si debba risolverlo, ma sia sufficiente telefonare a mamma e papà.

 

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