La storia di Matteo, morto a 31 anni per salvare il suo cane. Quel cane era il suo amore.

La storia di Matteo, morto a 31 anni per salvare il suo cane. “Quel cane era il suo amore”.

Il racconto dello zio del 31enne morto in montagna. E’ il giorno del funerale. L’amico sotto choc in ospedale

Macerata, 22 marzo 2016 – «Le passioni sono l’unica cosa per cui vale la pena vivere. E se dovessi morire, morirei contento». Così scriveva sulla sua pagina Facebook qualche tempo fa Matteo Mari, il 31enne che ha perso la vita in un incidente domenica, in montagna (in località Altino, nel territorio di Montemonaco in provincia di Ascoli), nel tentativo di salvare il suo cane, Nina, caduto in un dirupo e morto. Nina, che aveva preso con sé circa due anni fa, era il suo amore, la sua più grande passione. E Matteo ha dato la vita per cercare di salvarla.

Non c’è stato nulla da fare per il ragazzo, caduto in precipizio di 300 metri e deceduto per un trauma cranico e fratture in tutto il corpo, come rilevato dall’ispezione cadaverica. La procura di Ascoli ha aperto un fascicolo, e il caso è in mano ai carabinieri di Montegiorgio. «Quel cane era la sua vita, ed è stato anche la sua fine», racconta lo zio di Matteo. Il 31enne era partito da Macerata domenica mattina in compagnia di un amico, Luca Castignani, 28 anni.

«I due amici si erano fermati a fare pranzo – dice lo zio – quando, all’improvviso, il cane di Matteo è scattato in piedi ed è schizzato via, forse ha sentito qualcosa, ed è caduto di sotto. Mio nipote è corso verso il punto dove il cane era scomparso e si è affacciato sul precipizio, tenendosi aggrappato a un ramo». Poi, in pochi attimi, la tragedia. «Il suo amico gli ha detto di resistere, di tenersi forte. Il tempo di cercare una corda nello zaino, si è solo voltato un attimo e ha sentito un urlo. Matteo stava precipitando nel vuoto».

Da questo momento parte la corsa disperata di Luca per raggiungere il rifugio più vicino (a un’ora di cammino) e lanciare così l’allarme, dato che in quella zona non c’è campo per i telefoni cellulari. Completamente sotto choc Castignani, che è stato ricoverato all’ospedale di Ascoli. Anche la zia di Luca ha avuto un malore, in seguito a un errore di alcune testate on line locali che hanno riportato in un primo momento la notizia della morte di Luca, invece di quella di Mari: la donna è stata ricoverata per una notte all’ospedale. È stata dimessa ieri mattina.

Matteo lascia, oltre ai genitori, un fratello più giovane di due anni e una sorella più grande, che è sposata e vive a Perugia. Abitava in campagna, nei dintorni di Macerata, con il fratello e con alcuni amici. «Era legatissimo a suo fratello – spiega ancora lo zio –. I genitori di Matteo sono disperati, non possono credere di aver perso un figlio per un incidente così banale». Il funerale sarà celebrato oggi alle 15.30 alla chiesa di Santa Madre di Dio.

fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it

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