La Germania non risarcirà la vittima italiana della strage di Berlino: Ma se non hanno risarcito per i danni del Nazismo, figuriamoci.

LO MANDIAMO UN MESSAGGIO FORTE E CHIARO ALLA GERMANIA? DICIAMOLE CHE NOI ITALIANI CE NE FREGHIAMO DEL LORO POTERE. DOVETE PAGARE !!!!!!!!VI SONO STATI AZZERATI TUTTI I DEBITI DOPO LA GUERRA, PER I DANNI CHE AVETE COMBINATO, ED ORA VOLETE DETTARE LEGGE ? DOVE SONO LE ISTITUZIONI? ARRIVERA’ QUALCUNO IN EUROPA PRIMA O POI, CAPACE DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE.. VERGOGNATEVI

La Germania non risarcirà la vittima italiana della strage di Berlino Fabrizia Di Lorenzo, in un’assurda legge del 1985. Molti familiari hanno ricevuto il conto dell’obitorio, d’altronde non hanno pagato per i danni causati dal nazismo….

C’è rabbia, tanta rabbia, oltre il dolore. I genitori di Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, di Sulmona, unica vittima italiana dell’attentato ai mercatini di Natale di Berlino, parlano con il Corriere della Sera, della totale insensibilità, indisponibilità e incapacità delle autorità tedesche. Non solo mamma Giovanna e papà Gaetano, 59 anni, impiegati postali non riceveranno alcun risarcimento per una assurda legge del 1985 che lo esclude per i danni causati alle vittime di crimini violenti commessi “con un veicolo a motore o un rimorchio”, ma sono stati lasciati completamente soli dal giorno in cui Anis Amri ha compiuto la strage.

 

Giovanna racconta quei tre giorni “interminabili, senza un aiuto psicologico, soffrendo da matti, senza che nessuna autorità tedesca si presentasse a dirci qualcosa”, “ci hanno lasciato con le altre famiglie nell’angoscia, nella vana speranza di poterla ritrovare ferita, ma almeno viva”. Il 22 il tragico risultato del Dna. Poi il riconoscimento. Solo le insistenze dei Di Lorenzo e dei diplomatici italiani hanno fatto sì che il 24 la bara arrivasse a Roma con un volo di Stato e che due giorni dopo si tenessero i funerali a Sulmona. Il governo tedesco, “assente, se si esclude la poliziotta che mi ha prelevato il Dna senza dire un parola. Non ci hanno mai contattati, non ci hanno dato un interprete, ci hanno lasciati soli. Abbiamo dovuto chiedere sempre, insistere. Hanno fatto lo stesso con le altre famiglie, anche tedesche”. Molti familiari hanno pure ricevuto il conto dell’obitorio, ritirato poi con le scuse. Il 17 febbraio il presidente della Repubblica Joachim Gauck li ha ricevuti a Berlino. “Al Presidente è stato detto che ciò che aveva amareggiato era stata la mancanza di sensibilità e umanità ma anche che la Germania si era dimostrata inefficiente e incapace, a dispetto della sua immagine internazionale”.

 

Con fonte Libero

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