IL ROTTAMATORE HA FINALMENTE MANTENUTO LA SUA PROMESSA, HA ROTTAMATO:” IL SUO PARTITO”

IL ROTTAMATORE HA FINALMENTE MANTENUTO LA SUA PROMESSA, HA ROTTAMATO:” IL SUO PARTITO”

Finalmente ci è riuscito, questa volta non c’è che dire, nessuno potrà togliergli la fama di rottamatore, ha mantenuto la sua promessa, in parte si “ha rottamato il suo partito”.

Anche se ha onor del vero, per un buon 60% ci ha pensato la magistratura, infatti se prima vi era il problema del sovraffollamento carcerario, ora si fa a gara per liberare posti ed aggiudicarsi il “vip” di turno. Aveva parlato all’inizio della sua scalata nel panorama politico Nazionale, di rinnovamento, di vecchio marciume della politica, ed oggi finalmente ha risolto tutti i problemi del paese in un colpo solo.

Infatti distruggendo il suo partito ha contemporaneamente spazzato via l’unica possibilità per il PD di aspirare ad una vittoria alle prossime elezioni politiche. Ora cominceranno i soliti giochini di palazzo, dove i voltagabbana avranno il loro peso, e determineranno gli equilibri interni ed esterni ad una eventuale azione di Governo.

Che non si dica che il rottamatore non ha mantenuto la sua parola.

Ma quello che oggi ci ha appassionato è un articolo scritto da Andrea Scanzi su http://www.ilfattoquotidiano.it, queste le sue parole:

La telenovela del PD mi sta esaltando come un concerto di Bianca Atzei in aramaico. I protagonisti sono molteplici e l’unica certezza è che, qualsiasi cosa accada, Renzi sarà ancora Campione del mondo, Farinetti al Quirinale e Vecchioni Pallone d’oro. Presentiamo ora gli attori di questa gran bella contesa.

Renzi. La più grande sciagura triplomentica mai abbattutasi nella già di per sé disastrata storia della sinistra italiana. Una pingue comparsa di un film minore di Panariello spacciata per Robert De Niro. Improponibile, impresentabile, inaccettabile. Mandatelo a sculacciare i billi della Valdichiana, via.

Boschi. Ha provato a distruggere la Costituzione, ha detto che i partigiani erano con lei e che il “sì” avrebbe aiutato a spezzare le reni all’Isis. Ad Arezzo ha imposto un diversamente carismatico come sindaco, che ha poi epicamente perso contro la destra. Se torna nella sua città la inseguono coi forconi (infatti non ci torna), quando va in tivù ha la dialettica di un fagiano morto e non ne indovina una da prima che nascesse. Eppure, da dietro le quinte, continua a dettare la linea. Sta ancora al governo, sebbene avesse promesso in caso di sconfitta referendaria di emigrare a Bengasi. Maria Elena, fatti e facci un regalo: ritirati dalla politica e guadagnati da vivere vendendo begonie sulla Statale Casentinese. Avresti un futuro.

D’Alema. Da mesi è in modalità “Arrivo, spacco tutto e poi mi levo dai coglioni”. Sale sul palco, mostra quanto ce l’ha lungo, grida “Renzi suca!” e se ne va. Se avesse avuto questa grinta anche sul finire dei Novanta, non saremmo finiti come siam finiti. In questa fase è incontenibile. Poster in camera e cortei imperituri. Daje Max.

Orfini. Va be’, dai. Di Orfini che vuoi dire. Basta guardarlo

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