DONNE ITALIANE IN FUGA – SCAPPANO IN SVIZZERA PER FARE LE PROSTITUTE: RAPPRESENTANO IL 20% DEL TOTALE E SONO SECONDE SOLO ALLE ROMENE – NEL 2016 SONO STATE 300 A CHIEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO

ITALIANE  IN FUGA –  SCAPPANO IN SVIZZERA PER FARE LE PROSTITUTE: RAPPRESENTANO IL 20% DEL TOTALE E SONO SECONDE SOLO ALLE ROMENE – NEL 2016 SONO STATE 300 A CHIEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO – CHI VUOLE “ESERCITARE” DEVE METTERSI IN REGOLA: PAGARE LE TASSE E VISITE MEDICHE PERIODICHE

Roberto Canali per http://www.ilgiorno.it/

 Non sono solo i giovani laureati a fuggire dall’Italia in cerca di lavoro all’estero, a fare la valigia adesso ci sono anche tante «bocca di rosa» in fuga verso il Canton Ticino dove la prostituzione è legale e anche più redditizia. Sono le seconde, per nazionalità, a esercitare il mestiere più vecchio del mondo nella vicina e tollerante Svizzera italiana, precedute dalle romene (che rappresentano il 64% dell’offerta) e seguite dalle spagnole (il 9%).

 A rivelarlo sono le ultime statistiche del dipartimento Tratta e Sfruttamento degli esseri umani della Polizia cantonale elvetica, che tra le sue attività si occupa anche di censire il numero di prostitute. Lo scorso anno a chiedere il permesso sono state in 300, il 20% delle quali italiane, il 3% in più rispetto al 2015 quando presentarsi agli uffici della Polizia cantonale erano state in 343.

 Per esercitare in maniera indipendente la professione basta un documento d’identità, dimostrare di avere un contratto di affitto valido e nessun carico pendente, se si è in regola basta pagare 100 franchi (poco meno di 100 euro) e attendere qualche giorno. Non c’è l’imbarazzo della lingua visto che la maggior parte dei clienti nella maggior parte dei casi sono loro stessi italiani, in cerca di trasgressione dall’altra parte del confine.

PROSTITUZIONE SVIZZERAPROSTITUZIONE SVIZZERA

Come in ogni professione che si rispetti la prostituta paga le tasse e deve tenere un registro in cui annota le proprie prestazioni, anche se in base a una contabilità semplificata, deve sottoporsi a visite mediche periodiche ed è passibile di controlli per garantire il rispetto delle condizioni igieniche in cui esercita la sua attività. Chi sgarra rischia multe severissime e addirittura l’espulsione, nel 2015 sono state denunciate 40 donne per esercizio abusivo della prostituzione e 22 l’anno scorso, su ben 531 controlli.

 

 Mettersi in proprio non è l’unica forma per trasformarsi in «operatrice del sesso»: nel solo Canton Ticino ci sono 8 saloni di massaggio erotico (nel 2015 erano 9) e 15 tra “club” e locali notturni in cui esercitano 150 ragazze, la maggior parte delle quali provenienti dai Paesi dell’Est. Queste ultime dispongono, solitamente, di un permesso per stranieri di breve durata mentre una minima parte è in possesso di un’autorizzazione per attività lucrativa rilasciata dall’Ufficio per la sorveglianza del lavoro.

 Proprio per questo lo scorso anno sono stati denunciati 16 responsabili, gerenti o amministratori per incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegali e per impiego di stranieri sprovvisti di permesso. Sono state denunciate anche 15 donne e un uomo perché si prostituivano senza aver mai richiesto l’autorizzazione.

 

 Un’inchiesta su un salone massaggi del Luganese ha portato alla temporanea chiusura dell’attività e all’arresto di una coppia ungherese. I rischi non mancano, per questo le nostre connazionali preferiscono mettersi in proprio esercitando, magari in coppia per dividere le spese, in uno dei 92 appartamenti concentrati nei principali centri del Canton Ticino.

 

 

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