CIRCONCISIONE: PRATICA ORRENDA, UNA SENTENZA CHE FA DISCUTERE….

Il giudizio contrario alla circoncisione dei minorenni è stato seguito da commenti di vario segno in Germania -a riprova che non ci sono temi tabù o al riparo da possibili revisioni culturali.

Per i Verdi è una tradizione religiosa, non dev’essere punita
Due personalità importanti dei Gruenen, Renate Kuenast e Volker Beck, chiedono certezza giuridica per gli ebrei e i musulmani che vivono in Germania. “Vorremmo promuovere una riflessione sul conflitto di fondo tra la tutela dell’integrità fisica dei minorenni, il diritto a educare dei genitori e la libertà religiosa”. La loro posizione è che, sebbene la rimozione totale o parziale del prepuzio incida sull’integrità fisica del circonciso, è da ritenersi illegale solo se eseguita su minori senza il consenso dei genitori o in contrasto con il buon costume; ma di per sé non può essere giudicata un reato.

Se i giudici si fanno arbitri
Per il giornalista cattolico Matthias Drobinski, il giudizio del tribunale di Colonia è espressione della nostra società secolarizzata e multireligiosa, però non è detto che sia un bene che i giudici si mettano al di sopra delle religioni. Dal suo articolo sulla Sueddeutsche Zeitung:
Quando Abramo arrivò a 99 anni -così dice il primo Libro di Mosè- Dio strinse un patto con lui e la sua discendenza: Se mi sarete fedeli, io vi sarò fedele. Il patto avrà un segno: “I vostri figli maschi dovranno essere circoncisi dopo otto giorni”. Nella tradizione islamica si dice che Abramo intervenne su se stesso, avvalendosi di un’ascia.
Per ebrei e musulmani la circoncisione dei figli era, ed è, un imprescindibile e arcaico segno distintivo; spesso è accaduto che i genitori ebrei rischiassero la pena di morte per questo. Dal punto di vista delle due comunità la circoncisione è qualcosa di più di una pia usanza.
Continua poi:
Per la prima volta un tribunale tedesco ha deciso che il diritto all’integrità fisica debba prevalere. Se in futuro altri giudici la penseranno allo stesso modo, per i musulmani e gli ebrei che vivono in Germania le conseguenze saranno pesanti.
Dietro alla sentenza c’è il pensiero di Holm Putzke, professore di Diritto Penale all’Università di Passau, che da tempo si occupa di circoncisione. Non è antisemita né antislamico, ma crede che un medico debba avere ottime ragioni per usare il bisturi: solo quando sia in gioco la vita del paziente, o, come nella chirurgia estetica, se l’intervento serve a far star bene chi lo richiede. Egli mette in dubbio la motivazione igienico-sanitaria della circoncisione, e sostiene che non è indolore per il bambino. S’interroga: Perché musulmani ed ebrei non rinviano la circoncisione alla maggiore età del figlio? Se vogliono rispettare la simbologia del rito può bastare anche una piccola puntura.
Ma il ragionamento del giornalista Drobinski prosegue in questo modo:
Trent’anni fa in Germania vivevano 30.000 ebrei e musulmani, molti di loro intenzionati a tornare in patria. Oggi ci sono almeno quattro milioni di persone la cui religione impone di circoncidere i figli maschi. La nostra è una società complessa, e spesso i tribunali sono chiamati a fare da arbitro, magari a buon diritto, come nelle mutilazioni genitali femminili -un atto di prepotenza per voler dimostrare che le donne non sono padrone della propria sessualità.
Fissare i confini di istanze legittime in nome di leggi universali e transnazionali sarà sempre più compito dei tribunali. E’ probabile che anche la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi sulla circoncisione per motivi religiosi. E la comunità ebraica ribadirà la posizione già espressa su questa sentenza: un’ingerenza nel diritto all’autodeterminazione delle comunità religiose.

Secondo lo psicoanalista Wolfgang Schmidbauer, la circoncisione non è innocua: il prepuzio assolve a funzioni erotiche importanti poichè agevola la penetrazione e mantiene l’eccitazione. Riferisce che, soprattutto in Usa, nelle sedute di psicoterapia gli uomini parlano del danno causato da quella decisione, presa senza il loro consenso. In una società moderna e informata non dovrebbero esserci dubbi su cosa sia meglio: se intervenire su di un essere indifeso o avere la pazienza d’aspettare una decisione meditata.

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