CARTELLE DI PAGAMENTO PER BOLLO AUTO: ATTENZIONE ALLA PRESCRIZIONE, quello che non vogliono farvi sapere…

 

Arretrati bollo auto: la cartella di pagamento per mancato versamento del bollo auto scade dopo tre anni, salvo la notifica di raccomandate con solleciti di pagamento.

Per il bollo auto la prescrizione è di tre anni: tale termine, però, non si applica solo alla richiesta di pagamento da parte della Regione, ma anche ai successivi atti come la cartella esattoriale. In altri termini, dopo che l’ente impositore ha inviato l’accertamento al contribuente e questi ha poi ricevuto la cartella di pagamento nulla è dovuto se, da quest’ultima notifica, sono decorsi tre anni senza che sia intervenuto un pignoramento, un sollecito di pagamento o un fermo auto. Ma procediamo con ordine e vediamo, per il caso di cartella di pagamento per bollo auto, qual è la prescrizione.

Tassa automobilistica: qual è la prescrizione?

Se hai letto il nostro articolo sulla Prescrizione della cartella di pagamento saprai certamente che, a seguito di una importantissima sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, intervenuta lo scorso dicembre, la prescrizione delle cartelle esattoriali non impugnate nei termini non è mai uguale per tutte, ma varia a seconda del tipo di tributo in essa richiesto. In buona sostanza, per verificare quando scade la cartella di pagamento bisogna verificare la natura del debito in essa riportato. Un chiarimento importante questo, perché in passato Agenzia delle Entrate ed Equitalia sostenevano che la prescrizione delle cartelle non contestate e divenute definitive fosse sempre di 10 anni, a prescindere dal tipo di tributo, essendo esse equiparabili alle sentenze definitive. Tale tesi è stata superata per via dell’assimilazione della cartella agli atti della pubblica amministrazione.

Per quanto riguarda il bollo auto la prescrizione è di tre anni che iniziano a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento [1]. Ad esempio, per il bollo auto dovuto nel 2016 (ossia da gennaio a dicembre), la prescrizione scatta il 31 dicembre 2019, ossia tre anni dopo il 1° gennaio 2017.

Questo significa che chi non ha pagato il bollo auto del 2013 e fino all’anno scorso non ha mai ricevuto una richiesta di pagamento non deve più versarlo. Se, invece, si tratta del bollo auto del 2014, bisogna attendere la fine del 2017 per stabilire se esso andrà pagato o meno. Per chi invece non versa quest’anno il bollo auto, per poter contare sulla prescrizione deve sperare che entro il 31 dicembre 2020 non gli arrivi nessuna richiesta di pagamento.

Ricordiamo che il bollo auto è tributo di competenza regionale dal 1993 per le sole Regioni a statuto ordinario, mentre per quelle a statuto speciale, è un tributo di tipo erariale di competenza, quindi, dell’Agenzia delle Entrate.

Cartella di pagamento per bollo auto e prescrizione

Se però il contribuente riceve la raccomandata dalla Regione con la richiesta di pagamento ed entro i tre anni successivi a questa, la cartella di pagamento, dovrà attendere altri tre anni dalla notifica della cartella medesima per contare sulla prescrizione. Dopo tre anni, infatti, senza che siano intervenuti altri atti interruttivi della prescrizione – come solleciti, intimazioni di pagamento, preavviso di fermo auto, nuova cartella, ecc. – il debito “scade” e non bisogna più pagare il bollo auto.

Dunque in materia di tassa automobilistica (cosiddetto bollo auto) il termine di notifica entro tre anni della richiesta di pagamento deve essere rispettato sia per l’avviso di accertamento che per la cartella esattoriale. La notifica di ciascuno di questi atti interrompe la prescrizione, per cui il termine inizia a decorrere nuovamente da capo dopo la consegna della raccomandata al contribuente. Una volta ricevuta la cartella di pagamento, il contribuente deve calcolare altri 3 anni prima di poter contare sulla prescrizione e, comunque, sempre che in tali tre anni non arrivi un atto interruttivo.

Anche il preavviso di fermo auto, se indica gli estremi della cartella di pagamento non versata, è un atto che interrompe la prescrizione. Se il contribuente ha ricevuto un fermo amministrativo per bollo auto non pagato dovrà nuovamente calcolare, da tale data, i tre anni affinché si verifichi la prescrizione della tassa automobilistica e, con essa, anche quella del fermo (che andrà eliminato in quanto il bollo non è più dovuto).

Se la cartella di pagamento non viene impugnata e, pertanto, diventa definitiva, le cose non cambiano: il termine di prescrizione è sempre di tre anni.

Contrariamente a quanto si crede, la prescrizione del bollo auto così come la prescrizione della cartella di pagamento per bollo auto non varia da Regione a Regione. Per tutte le Regioni vale sempre la stessa regola dei tre anni.

Secondo la Corte Costituzionale, la Regione può imporre, con propria legge, l’obbligo del pagamento del bollo auto anche in costanza di fermo amministrativo. Con la conseguenza che chi non ha pagato il bollo e, in conseguenza di ciò, ha subito il fermo, è tenuto a continuare a versare la tassa automobilistica per gli anni successivi benché non possa utilizzare il mezzo.

Come difendersi se la cartella per bollo auto è prescritta

Se la cartella di pagamento per bollo auto si è prescritta è possibile inoltrare una richiesta di sgravio in autotutela indirizzata sia alla Regione che all’Agente della Riscossione. Purtroppo la pratica insegna che, molto spesso, tali richieste non vengono neanche riscontrate. Né la richiesta in autotutela sospende i termini per presentare opposizione. Quindi è sempre meglio, entro 60 giorni dalla notifica della cartella, depositare il ricorso al giudice competente che, in questo caso, è la Commissione Tributaria Provinciale. Se, infatti, pur presentando la richiesta di sgravio in autotutela non si riceve risposta e, nel frattempo, i termini per il ricorso scadono non c’è possibilità di far valere le proprie ragioni e bisognerà pagare anche se il bollo auto si è prescritto.

note

[1] Art. 5 del D.l. 953/82, così come modificato dall’art. 3 del D.l. 2/86 convertito nella legge 60/86: «L’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento».

 

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