La contestazione è quella di corruzione.
L’arresto è avvenuto in flagranza ieri sera alle 23.30 all’uscita da un ristorante di Recco. Pardini avrebbe appena incassato la tangente da un avvocato e due commercialisti. Si parla di una cifra da 7500 euro. I tre professionisti lavorano per un’azienda campana di logistica che aveva un contenzioso aperto con il Fisco e che avrebbe trasferito la sua sede a Genova appositamente per poter avvicinare Pardini.
Per tutta la mattinata si sarebbero protratte le perquisizioni nel suo ufficio in via Fiume. L’indagine dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria è coordinata dal pm Massimo Terrile.  Secondo gli investigatori non sarebbe stata la prima volta che Pardini intascava soldi. Si era insediato a Genova ai primi di gennaio del 2016 ed era arrivato da Livorno dove aveva ricoperto lo stesso incarico.

Arrestato il direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate. Era appena uscito dalla Manuelina a Recco

Walter Pardini

L’azienda aveva un contenzioso fiscale con le Entrate in Campania e, secondo gli investigatori, il cambio di sede sarebbe legato alle promesse ottenute da Pardini per un suo intervento sulla pratica in cambio di soldi. Questa mattina i finanzieri hanno aspettato il momento della consegna dei soldi e hanno fatto scattare l’arresto.

L’Agenzia delle Entrate con un  comunicato è intervenuta in merito all’arresto del direttore Pardini. “La Direzione regionale della Liguria dell’Agenzia delle Entrate ringrazia e offre la massima collaborazione all’Autorità giudiziaria per far piena luce sulla vicenda che ha portato all’arresto del direttore della Direzione Provinciale di Genova, nell’ambito di un’inchiesta per reato di corruzione. Di conseguenza l’Agenzia ha immediatamente adottato la sospensione cautelare dal servizio in attesa del provvedimento dell’Autorità giudiziaria a seguito del quale verranno assunte tutte le misure disciplinari, contrattuali

e risarcitorie per tutelare l’istituzione e la dignità dei propri dipendenti che operano onestamente e scrupolosamente. L’Agenzia delle Entrate condanna con risolutezza i comportamenti disonesti, dinanzi al quale adotta con fermezza e celerità sanzioni disciplinari espulsive, e da anni orienta i propri sistemi di controllo interno nell’individuazione e prevenzione di ogni possibile abuso con particolare riferimento ai potenziali comportamenti fraudolenti”.