Allarme riso contaminato dall’Europa: è la Coldiretti stessa ad avvisare tutti, informate tutti…..

Un governo che non governa non difende il Made in Italy
Un governo che non governa ammazza l’economia italiana.
Un esempio?
I dati dell’importazione di riso: +489% dal Vietnam, +46% dalla Thailandia. È una invasione!
I produttori di riso italiani sono in ginocchio.
I consumatori sono preoccupati: nel 2016 si sono verificati ben 12 stati di allerta sanitari con sequestri di riso contaminato e pericoloso per la salute.
Dove sono Gentiloni e il suo Ministro Martina?
Sicuramente non a Bruxelles dove potrebbero chiedere misure di salvaguardia e difendere il Made in Italy.

I NUMERI DELL’INVASIONE
La Coldiretti lancia l’allarme: i produttori italiani di riso sono in ginocchio a causa dell’aumento del 489% dell’importazione di riso dal Vietnam e del 46% dalla Thailandia. A questi dati vanno sommati quelli della Cambogia che esporta, anch’essa, in regime di duty free, senza cioè pagare tasse. L’accordo commerciale fra Unione europea e Vietnam è in fase di revisione legale. Quando entrerà in vigore ci sarà un aumento di 100 mila tonnellate di riso l’anno per 10 anni. Stiamo parlando di 1 milione di tonnellate di riso che entreranno nel mercato europeo senza pagare dazi. L’Italia è il primo produttore europeo di riso. È inevitabile che questa invasione avrà conseguenze sul nostro tessuto produttivo: i produttori italiani, inoltre, come denuncia Coldiretti: “non possono usare fitofarmaci nei campi, necessari per debellare malattie come il brusone, ma in Italia possiamo mangiare riso basmati importato dall’Oriente e curato con questi prodotti”.

L’ALLERTA SANITARIA
Il riso contaminato è una minaccia seria. Negli ultimi mesi sono stati ben 12 i casi di allerta sanitaria. Sono intervenuti anche i Nas. In Europa entrano partite di riso non a norma con “presenza irregolare di residui antiparassitari, di aflatossine cancerogene o altre tossine oltre i limiti, infestazioni da insetti, livelli fuori norma di metalli pesanti o la presenza di OGM proibiti in Italia e in Europa”. Inoltre, secondo uno studio di Consumer Reports, nelle gallette, latte e dolci di riso ci sarebbero tracce di arsenico, una sostanza altamente cancerogena.

AAA CERCASI MINISTRO MARTINA
Maurizio Martina non è all’altezza. Nel 2015 ha disertato ben 9 Consigli dei Ministri dell’Agricoltura. Nel 2016 è stato assente a 5 vertici su 10. Bastare leggere l’elenco dei partecipanti che sono pubblici. All’ultimo incontro, lo scorso 6 marzo, quando si discuteva ad alti livelli (con ben 4 Commissari europei presenti) del futuro della PAC, la politica agricola comune, la sua sedia era vuota (ecco l’elenco dei partecipanti, il Ministro Martina non c’era). A Bruxelles nessuno difende l’agricoltura italiana e i risultati si vedono: dopo aver affossato il settore delle arance e quello dell’olio d’oliva, adesso tocca al riso. In Europa ci dobbiamo far rispettare o del Made in Italy non resterà presto traccia…

COSA BISOGNA FARE?
Alla Camera dei Deputati il Movimento 5 Stelle ha presentato una interrogazione al Ministero delle Politiche Agricole per chiedere di introdurre anche per il riso, almeno in via sperimentale, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine. Nel 2015 il Parlamento italiano aveva approvato una nostra mozione in difesa del riso italiano. Nella Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo il gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle Europa sta combattendo per portare equità nei rapporti commerciali con i Paesi extra-europei. Il principio di precauzione che tutela la salute di tutti i cittadini europei non deve mai essere messo in discussione. Con il Rapporto Dogane stiamo lavorando per combattere la contraffazione e difendere l’eccellenza del Made in Italy dagli attacchi della concorrenza sleale. In quali porti è entrato questo riso contraffatto? Chi non ha vigilato? Tiziana Beghin, inoltre, presenterà una interrogazione orale alla Commissione europea per sollevare il dibattito al Parlamento europeo. Tuttavia, il Parlamento non può chiedere direttamente l’applicazione delle misure di salvaguardia, cioè mettere i dazi. È un compito che spetta alla Commissione europea su pressione degli Stati membri. Il governo italiano deve presentare dunque formale richiesta e difendere il riso italiano. Non lasceremo soli i nostri produttori.

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